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L’aeroplanino di Marina, Alessandra, Piero ed Enzo – India e Maldive

Un viaggio in India e alle Maldive di quattro amici

Questo viaggio è iniziato con un bisogno più profondo di una semplice richiesta: quello di sentirsi finalmente in buone mani.

Marina mi ha contattata a maggio 2024.
Lei e altri tre amici — Alessandra, Piero ed Enzo, due coppie che viaggiano insieme da anni — volevano realizzare un viaggio su misura tra India e Maldive.

L’India però era una destinazione che li affascinava quanto li spaventava.

Mi ha raccontato dei loro dubbi, del desiderio di vedere il Triangolo d’Oro e Varanasi, aggiungendo poi qualche giorno di relax alle Maldive.

Ma soprattutto mi ha raccontato delle brutte esperienze avute in passato: viaggi in cui non si erano sentiti supportati e assistiti. Quella sensazione spiacevole di essere lasciati soli proprio quando invece avrebbero avuto bisogno di un riferimento.

Quindi non c’erano solo entusiasmo e curiosità.

C’era anche una certa paura di affidarsi di nuovo a qualcuno.

Dopo quella telefonata Marina ha parlato con gli amici e mi hanno confermato che volevano partire proprio per l’India.

Due giorni dopo è arrivata la mia proposta.

Un itinerario costruito intorno a loro:
Delhi, Jaipur, Agra, Varanasi.
L’India intensa e spirituale.
E poi le Maldive.

Per la parte mare ho proposto tre resort diversi. Avevano paura di annoiarsi alle Maldive.
Così ho cercato strutture non troppo piccole, con una bella laguna ma anche attività, escursioni e spazi da vivere.

Il giorno dopo Marina mi ha scritto che il viaggio sembrava “interessante e calibrato su tutte le esigenze”.
E già lì avevo capito una cosa: stavamo iniziando a costruire un rapporto che andava oltre un semplice preventivo.

Ci sono stati poi altri confronti.
Piccoli aggiustamenti sulle date.
La richiesta di aggiungere una notte.
La valutazione dell’All-inclusive alle Maldive.
E poi la domanda:
“Tra questi tre resort… tu quale sceglieresti?”

Ho consigliato il Villa Park.
Perché secondo me aveva qualcosa in più rispetto agli altri due: una bellissima isola, tante attività, un ottimo equilibrio tra comfort e atmosfera.

Hanno accettato.

subito dopo Marina mi ha scritto:
“Quando torniamo pensiamo al prossimo viaggio.”

Mi ha fatto sorridere.
Perché il viaggio non era ancora iniziato e loro stavano già pensando a quello successivo.

Nel frattempo mi hanno chiesto se fosse possibile portare in India vestiti, colori e giochi da regalare ai bambini.

Ho detto di sì.
Ma ho spiegato anche cosa evitare.
Niente soldi.
Niente caramelle.
Perché in India esistono realtà molto delicate e bisogna cercare di aiutare con rispetto e consapevolezza.

A un certo punto mi hanno chiesto quale supplemento dovessero prevedere per eventualmente migliorare un paio di hotel in India.

Con un po’ di aggiustamenti e contatti locali sono riuscita ad alzare la categoria senza chiedere loro alcun supplemento, cosa di cui ovviamente sono stati felicissimi.

E poi è arrivato uno di quei messaggi che ricordo ancora benissimo.

Un vocale di Marina:

“Ma non è che vieni anche tu con noi? Sai… mi è giunta voce che quando ci sei tu il viaggio cambia tantissimo…”

Ovviamente non era un viaggio di gruppo e non potevo accompagnarlo per solo quattro persone, avrebbe avuto dei costi troppo alti...
Ma quella frase mi ha colpito.

Perché significava che, ancora prima di partire, si erano già sentiti accolti.

Nel frattempo anche il figlio di Marina mi aveva contattata per organizzare un viaggio in Thailandia con un amico.

Marina aveva iniziato a seguirmi su Instagram: “Mi sono fatta un giro del mondo sulla tua pagina… mi dovrai portare in molti posti!”

Già a dicembre iniziavano le domande pratiche: dollari, connessione internet, bagagli, posti più comodi in aereo. Io continuavo a seguirli passo dopo passo.

Poi è arrivato febbraio, un mese prima della partenza. Ho mandato il mio documento di info e consigli utili, il tutorial dettagliato per il visto indiano e la travel declaration per le Maldive.

E nel frattempo è successa una cosa.

La compagnia aerea ha modificato il volo da Delhi a Malé: partenza nel pieno della notte e scalo scomodo a Mumbai.

Non ho accettato il cambio.

Ho cancellato la prenotazione e li ho riprotetti su un nuovo volo diretto Delhi–Malé, molto più comodo. Assorbendo io stessa il supplemento.

Pochi giorni dopo sono partiti.

E una volta atterrati a Delhi mi sono arrivate le prime foto: i sorrisi, le ghirlande di fiori come regalo come benvenuto, l’emozione dell’inizio: “Guida già pronta e noi pure.”

Il Taj Mahal.
Jaipur.
Le scimmie ai templi.
Le foto mandate durante le giornate.
I messaggi pieni di entusiasmo.

“Abbiamo approfittato per vedere anche il tempio delle scimmie. Tutto bene, tutto puntuale.”

A un certo punto però la guida locale ha fatto pagare loro un ingresso che in verità era già incluso nel pacchetto. Appena me lo hanno detto ho verificato e li ho fatti rimborsare immediatamente.

Perché anche questo, per me, significa esserci.

Poi è arrivata Varanasi.
E il periodo complicato del Maha Kumbh Mela.

Li ho avvisati che alcune attività potevano subire modifiche per via dell’enorme afflusso di pellegrini.

Continuavo a monitorare tutto da qui.
A scrivere.
A controllare.
A farmi raccontare come stesse andando.

E Marina a un certo punto mi ha scritto: “Noi abbiamo viaggiato tanto e la tua attenzione nei nostri confronti è altissima.”

Poi è arrivato il momento delle Maldive.

Prima dell’arrivo altri consigli pratici su come muoversi nell’aeroporto di Malé, cosa aspettarsi al transfer, le cose da fare appena arrivati e come trovare l’idrovolante per la loro isola. 

E quando hanno messo piede al resort il loro messaggio: “Tutto perfettamente perfetto.”

Poi le foto.
L’acqua turchese.
Le lingue di sabbia.
Gli squali nutrice nella laguna.

E infine:

“Pensa che ti volevamo chiedere di spostare il volo… un sogno davvero queste isole. Bellissimo tutto il viaggio.”

Ma forse le frasi che che porterò più nel cuore sono arrivate dopo il ritorno.

Un vocale di Marina: “La gratitudine che noi abbiamo nei tuoi confronti, dopo la bruttissima esperienza passata, è enorme. Ci hai ridato davvero la speranza che le cose per bene si possono fare. A noi quello che serve è quello che hai fatto tu, sapere di essere al sicuro, che c'è una persona che sa quello che ti serve e non dover ogni volta ricominciare tutto da capo. Siamo davvero contenti di averti trovata.”

E’ per me un messaggio enorme.

Perché il viaggio non è solo partire.
E’ anche tornare a fidarsi.

E il filo non si è mai interrotto.

Anzi.

Marina mi ha ricontattata da poco per organizzare un nuovo viaggio su misura: questa volta un regalo per il marito, da vivere sempre in quattro, tra amici, in Marocco.

Il ritorno le loro parole
Contatti

giorgia.simoncelli@evolutiontravel.it

+39 393 2239188

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